La conoscenza del trasporto sostenibile è inclusiva?
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Le note che seguono sono gli appunti presi durante un Virtual Coffee Break organizzato da Alumniportal Deutschland. Is Sustainable Transport Knowledge Inclusive? In particolare l’accesso ai prodotti della conoscenza. Tema di ricerca di una Humboldt Stipendiatin.
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Ho accettato l’invito a partecipare al Coffe Break per via dell’immagine di promozione e il titolo dell’iniziativa: una bicicletta in primo piano, oggetto di mio interesse, e una parola ‘inclusivo’ che mi sembrava nuova. In realtà la novità è che la parola ‘inclusivo’ è riferita a ‘conoscenza’ non alla scelta del mezzo. Molto interessante.
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L’esercizio consiste in costruire un parallelo tra alcuni contenuti del Coffee Break e quelli prodotti con Barubici e capire a quale parola chiave del 2024 posso riferire ‘inclusivo’: abitanti, ambientale, volontariato.
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Is Sustainable Trasport Knowledge Inclusive? Virtual Coffee Break QUI
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Conoscere la lingua include, andare in bicicletta emancipa. Prossimo passo per questi bambini e le loro mamme, saper andare in bicicletta. @Giovanna volontaria, aprile 2024. Foto: Andrea Dapporto Auser Il chicco di grano - Ponzano V.to.
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Sommario
Coffee Break: appunti
Il trasporto pubblico è sostenibile? Autobus, corriere, treni.
Perché i problemi nel settore dei trasporti restano irrisolti? Nonostante gli adattamenti e i cambiamenti adottati.
Quanto influisce la produzione di conoscenza sulle decisioni di adattamento e cambiamento? In termini di accesso.
Barubici: parallelo
Il termine ‘inclusivo’ in 2 passati post di Barubici: 2019 e 2023
‘Sostenibile’ per gli utenti finali e per i decisori di alto livello
Cambiamenti: dall'acquisto di bus elettrici alla costruzione di piste ciclabili - Cos'è ciclabile, per gli utenti finali - Cos’è inclusivo e sostenibile, per i decisori di alto livello.
'Inclusivo' riferito alla parola volontariato
Ad oggi, le parole per parlare di volontariato coincidono con quelle usate per parlare di turismo
.Coffee Break: appunti
Più accessibile è la conoscenza, per strumenti e lingua di produzione, più è inclusiva. Questa è la conclusione dell’intervento, supportato da dati elaborati e strutturati e da una mappa di classificazione dei soggetti decisori rispetto all'influenza che la produzione di conoscenza ha su di loro.
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1. Il trasporto pubblico è sostenibile? Autobus, corriere, treni.
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Nell'immagine di promozione dell'iniziativa di Alumniportal si vede una bicicletta in primo piano su pista ciclabile, durante l’intervento invece si vedono autobus di linea in città intasate da macchine e motorini. Il contesto geografico è decisamente diverso dal mio, ma quelle immagini mi dicevano che sostenibile non è solo la bicicletta.
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Il presupposto di tutto l'intervento è che il trasporto pubblico sia sostenibile per default. Un automatismo di pensiero. Si, rispetto alla scelta del mezzo a motore di uso individuale, auto, moto o bicicletta elettrica che sia, il mezzo pubblico diventa sostenibile quando la sua insostenibilità è divisa per centinaia/migliaia di utenti.
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Il trasporto pubblico (corriere, bus, treni) resta sostenibile rispetto a qualsiasi scelta di adattamento o cambiamento che viene fatta? No, dipende dal paradigma di partenza ovvero il modello a cui fanno riferimento i portatori di decisioni che scelgono, appreso in fase di formazione, adottato in fase lavorativa e a volte mai rivisto.
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2. Perché i problemi nel settore dei trasporti restano irrisolti? Nonostante gli adattamenti e i cambiamenti adottati.
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Dipende dalla formazione e dalla conoscenza che i portatori di decisioni hanno del trasporto sostenibile. Ci sono limiti del livello di istruzione e delle capacità progettuali. I portatori di decisioni possono essere non locali. Si rinuncia alla consulenza. Si hanno strumenti di management limitati e budgeting & business model scontati.
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Non solo i modelli adottati, ma anche il pensiero di riferimento può essere in partenza insostenibile: un pensiero occidentale implementato in realtà orientali, un modello anglosassone senza alternative, una letteratura di formazione solo in inglese.
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3. Quanto influisce la produzione di conoscenza sulle decisioni di adattamento e cambiamento?
L’influenza della produzione di conoscenza sulle decisioni di adattamento e cambiamento verso una maggiore sostenibilità del trasporto è insignificante per gli utenti finali, determinante invece a livello nazionale dove i portatori di decisioni sono prima di tutto esperti in strade e autostrade e meno in linee e infrastrutture di trasporto pubblico, incluse le piste ciclabili.
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Barubici: parallelo
L’esercizio consiste nel costruire un parallelo tra alcuni contenuti del Coffee Break e quelli prodotti con Barubici; capire a quale parola chiave del 2024 posso riferire il termine ‘inclusivo’: abitanti, ambientale, volontariato.
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1) Il termine ‘inclusivo’ in 2 passati post
Sono andata a vedere se avevo già usato ‘inclusivo’ tra gli oltre 200 post pubblicati durante il mio lavoro con Barubici. Il risultato:
ottobre 2019 (pre pandemia) “Certificati, loghi e marchi definiti dai portatori di decisioni, per quanto il percorso sia partecipato, sono sempre esclusivi, il loro principale obiettivo è spingere fuori dai confini gli altri, mentre lo spazio geografico usato dai turisti è inclusivo, sono combinazioni di spazi fruibili.” Di più QUI
ottobre 2023 (post pandemia) “Questo è l'ultimo post dedicato all'esperienza di Barubici. Cosa non ha funzionato? Il mancato spostamento di attenzione da strettamente turistico ad altro più inclusivo.” Di più QUI
2) Mobilità sostenibile per gli utenti finali e per i decisori di alto livello
Parto dalla mappa che classifica i soggetti decisori rispetto all'influenza che la produzione di conoscenza ha su di loro. Una sorta di matrice di Eisenhower: influenza in ordinata da insignificante a significante e i soggetti decisori in ascissa da utenti a produttori. Gli estremi sono: in basso a sx utenti finali del trasporto e minima influenza della produzione di conoscenza; in alto a dx decisori a livello nazionale e massima influenza. Nel mezzo e bilanciate ci sono 2 agenzie di produzione di conoscenza: università e comunità di ricerca.
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Nella mappa la distanza è massima tra noi che decidiamo di usare la bicicletta piuttosto che l’auto e chi decide per noi strategie e infrastrutture di mobilità sostenibile. Il lavoro per accorciare la distanza in termini di accesso alla conoscenza è portare tutti verso il centro? In questo momento diversi soggetti produttori di conoscenza consorziati, grazie ai fondi PNRR, stanno innestando conoscenza. Di più QUI
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3) Cambiamenti: dall'acquisto di bus elettrici alla costruzione di piste ciclabili
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Nel trevigiano si è investito più volte nel rinnovo dei mezzi di trasporto pubblico, gli ultimi acquisti sono 21 autobus elettrici. Rinnovo finanziato con i soldi del Piano Strategico Nazionale Mobilità Sostenibile e PNRR. D’altra parte, la costruzione di nuove piste ciclabili è spesso una decisione declamata e al primo punto delle campagne elettorali.
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In entrambi i casi, le decisioni di cambiamento riguardano l'hardware del sistema di trasporto pubblico. Autobus elettrici di ultima generazione a fronte di linee, fermate e orari fermi da 40 anni. Autobus che in orario non scolastico viaggiano vuoti. Lo stesso contesto decisionale vale per le piste ciclabili, anche loro costose e poco usate.
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Cosa è ciclabile, per gli utenti finali.
Nella mappa, con poco accesso alla produzione di conoscenza.
marzo 2024 “...vorrei che chi parla con me di pista ciclabile riuscisse a spostare l'attenzione dall'oggetto pista al requisito ciclabilità ovvero come possiamo realizzare sicurezza e offrire a tutte e a tutti libertà di scelta? Scegliere di andare in bicicletta, se possibile facendo il percorso più breve e soprattutto rischiando poco, in strada come in pista.” Di più QUI
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Cosa è inclusivo e sostenibile, per i decisori di alto livello.
Nella mappa, con accesso alla produzione di conoscenza.
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ottobre 2018 Presentazione del Piano Strategico per il Turismo Veneto. “Il padiglione che ospitava l’evento era senza WiFi Free e il buffet finale, oltre a sapere pochissimo di quello che veniva offerto, mancava totalmente di un vassoio Vegan Friendly. Avevamo tutti appena dedicato 3 ore del nostro tempo a parlare di informazione diffusa, inclusività e sostenibilità.”
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“Sto seguendo il Piano Strategico delle Fiandre “Verso un nuovo modello di sviluppo turistico: destinazioni fiorenti”. Fiorente è una nuova parola. Stiamo affrontando il problema dello sviluppo sostenibile e cercando nuovi modelli di sviluppo.” Di più QUI
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‘Inclusivo’ riferito alla parola volontariato
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Se dovessi dare un gradiente di importanza rispetto alle parole chiave di quest’anno, direi che ‘inclusivo’ è molto importante per ‘volontariato’. Essere inclusivo per primo significa sospendere ogni giudizio, lavorare insieme nella direzione di un obiettivo comune, essere preparati e non aver paura di provare il nuovo.
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Durante il primo incontro di formazione con Laura Lugli acd CSV Belluno-Treviso, mi sono accorta che le parole che usava per parlare di volontariato coincidevano con quelle che ad oggi si usano per parlare di turismo, a partire da 'esperienziale'.
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Intervengo e faccio notare la cosa. La risposta è stata: il turismo ha copiato dal volontariato. È forse invece un problema di accesso alla conoscenza ovvero a quali prodotti di conoscenza hanno avuto accesso chi si è formato in turismo e chi in volontariato? Da quali prodotti di conoscenza invece erano o sono tuttora esclusi?
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Link
- Is Sustainable Transport Knowledge Inclusive? Virtual Coffee Break (2024) QUI
- ‘Inclusivo’ in Occasioni di formazione 24-25-29 ottobre (2019) QUI
- ‘Inclusivo’ in Ciclovia Muenchen Venezia: progetto ambientale (2023) QUI
- Consorzio INEST Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem (2022) QUI
- ‘Ciclabile” in Ciao, sono una pista ciclabile (2024) QUI
- ‘Inclusivo e sostenibile’ in PST Veneto, le 100 cosa da fare (2018) QUI
- Laura Lugli Peopleraising Formazione CSV Belluno Treviso QUI